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Test Northwave Extreme X: scarpe SPD da gara, rigide e accoglienti

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Le Northwave Extreme X sono scarpe SPD di fascia alta, pensate per andare forte in gravel o in MTB, con un indice di rigidità dichiarato pari a 15. In altre parole, non proprio il paio di scarpe che si sceglie per andare a prendere il pane.

Le ho testate in colorazione bianca, in allenamento e in gara. E abbastanza presto sono emerse due cose: sono davvero confortevoli per una scarpa da gara, ma la loro forma molto piatta non si adatterà a tutti i piedi.

Il nostro parere, in breve 👇
✔︎ IN STOCK
GP. – Northwave Extreme X
Northwave Extreme X
⭐️ 4.4/5
“Una calzata spaziosa che libera i piedi, ma con un po’ di sostegno in meno”
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Punti di forza:

Da migliorare

Una confezione curata, con due solette e una vera scelta di volume

Northwave consegna le Extreme X con due paia di solette interne: una abbastanza sottile (3 mm), l’altra un po’ più spessa (5 mm). Non è un dettaglio fine a se stesso, perché questo permette di affinare la sensazione di contenimento nella scarpa, a seconda che si cerchi un po’ più di sostegno oppure, al contrario, più spazio.

Questo sistema della doppia soletta mi è sembrato soprattutto interessante perché accompagna il carattere generale della scarpa: le Extreme X offrono più volume interno rispetto a molti modelli prestazionali che ho potuto indossare.

C’è anche una sacca di trasporto. A questo livello di prezzo è piuttosto atteso, ma sempre apprezzabile quando si spostano le scarpe tra uscite, gare o weekend in bici.

Taglia: seguite la guida alle taglie Northwave

Di solito uso il 39 da Specialized, in particolare sulle S-Works Recon, e anche 39 da Shimano. Con le Northwave Extreme X, ho preso il 38 seguendo la guida alle taglie. E nel mio caso è stato perfetto.

Non è necessariamente solo una scarpa “più lunga” nel senso semplice del termine. Ma offre più spazio, soprattutto in larghezza e in volume. Non mi sono sentita compressa come in alcune scarpe più strette.

Da non confondere però con una vera versione wide. Resta una scarpa prestazionale, abbastanza vicina al piede. Semplicemente, è molto meno stretta di alcuni riferimenti marcatamente da gara.

Una scarpa molto piatta, forse troppo per alcuni archi plantari

È l’aspetto che mi ha colpita di più. L’interno delle Extreme X è ampio, ma soprattutto molto piatto. La soletta interna non crea un vero supporto sotto l’arco plantare. E per me, che utilizzo già dei supporti dell’arco in alcune scarpe da strada, la cosa si sente chiaramente.

Anche con la soletta interna più spessa, avevo quella sensazione di piede che si schiaccia un po’ nella scarpa. Non perché la suola esterna manchi di rigidità. Piuttosto perché il mio piede aveva bisogno di un appoggio più strutturato sotto l’arco.

È una sensazione molto personale, ma importante. Alcune persone amano le scarpe piatte, perché lasciano il piede più libero. Altre, come me, hanno bisogno di un supporto più presente per mantenere un buon allineamento ed evitare quella sensazione di piede che cede.

A questo punto so già che, per raggiungere il comfort ideale, mi serve aggiungere delle solette specifiche, con supporto dell’arco plantare.

A confronto con le S-Works Recon, corsa di regolazione delle tacchette meno generosa

Ho confrontato la suola delle Extreme X con quella delle mie S-Works Recon. Anche in taglia 38, la Northwave sembra molto vicina in lunghezza a una S-Works in 39, se non leggermente più lunga visivamente.

Il punto più importante riguarda la regolazione delle tacchette. Sulle Extreme X non ho potuto arretrare la tacchetta quanto sulle mie S-Works Recon. E io uso le tacchette il più arretrate possibile, perché questo mi dà più stabilità sotto il piede.

Non è un problema per tutti. Ma se la vostra posizione dipende da una regolazione molto arretrata, è bene saperlo. Un’ampiezza più limitata può modificare la sensazione di pedalata, o addirittura richiedere qualche aggiustamento di bike fitting.

A piedi, la tacchetta tocca presto il suolo se è arretrata

Questa regolazione della tacchetta ha anche una conseguenza quando si cammina. Poiché posiziono le tacchette piuttosto indietro, arrivano vicino alla fine dei piccoli rinforzi in gomma che incorniciano l’area SPD.

Risultato: ho sentito rapidamente più rumore metallico camminando. E le mie tacchette si sono segnate più in fretta che con altre scarpe.

È legato sia al mio posizionamento della tacchetta, sia alla forma curva dei rinforzi in gomma. Nel gravel si cammina a volte poco, a volte molto: un tratto a spinta o a spalla, una pausa, una transizione fangosa, un ristoro. In quei momenti, ho avuto maggiormente la sensazione di camminare sulla tacchetta.

Se posizionate le vostre tacchette più al centro, il problema sarà forse meno presente. Ma per le regolazioni molto arretrate, è un vero punto da tenere d’occhio.

Tacchetti sostituibili, ma non inclusi

Sotto la scarpa, Northwave ha previsto elementi interessanti. La talloniera e i tacchetti laterali attorno alla tacchetta sono sostituibili (contate 20,50€ sul sito di Northwave). È una buona notizia per la durata, soprattutto per un paio destinato a sopportare l’off-road.

Si trovano anche due inserti anteriori per aggiungere dei tacchetti. Peccato che i tacchetti non siano forniti.

Non è un fattore bloccante. Ma su una scarpa a 299 € avrei gradito una dotazione completa.

Il rinforzo al tallone, invece, è ben pensato. C’è un grip interno che aiuta a mantenere il piede in posizione. Con il volume piuttosto generoso della scarpa, questo dettaglio contribuisce a mantenere una sensazione di stabilità.

Un serraggio a pomelli, ma non BOA

Le Extreme X utilizzano due pomelli di serraggio. Visivamente, siamo vicini a ciò che conosciamo con un sistema BOA. Ma non è BOA.

I lacci non sono piccoli cavetti metallici: sono lacci in tessuto. Ho apprezzato questa soluzione: più morbida, probabilmente più leggera, e non ho avvertito punti di pressione fastidiosi sul dorso del piede.

Il funzionamento richiede un piccolo periodo di adattamento. Per serrare, si gira il pomello come su un sistema micrometrico classico. Per allentare progressivamente, si preme sulla piccola levetta color metallo, che rilascia il serraggio scatto dopo scatto.

Per aprire completamente la scarpa, è meno pratico: bisogna tirare la levetta mentre con l’altra mano si tira il laccio. Quindi sì, servono due mani. E molto sinceramente, su questo punto preferisco la semplicità di un vero BOA.

Non ho avuto problemi di durata durante il mio test. Ma i pomelli sono in plastica, e non c’è la garanzia a vita BOA alle spalle. Avendo già beneficiato della sostituzione di componenti BOA su un altro paio, so che questo servizio può contare davvero sul lungo periodo.
Qui, in caso di problema, Northwave propone un servizio di riparazione del pomello, al prezzo di 54,99€.

Tomaia molto sintetica ma facile da mantenere, anche in bianco

Il materiale esterno delle Extreme X, al tatto, è piuttosto plastico e molto sintetico. Non è la tomaia più traspirante al primo contatto, e non è quella che dà la sensazione più naturale al tatto.

Ma è ampiamente perforata, con numerosi piccoli fori. All’uso, non ho avuto i piedi bagnati di sudore, né particolari problemi di odore. Quindi, nonostante l’aspetto molto plastificato, la ventilazione sembra sufficiente per il mio uso finora.

E c’è un vantaggio molto concreto: in bianco, si puliscono bene. La superficie sintetica si lava facilmente. È quasi ciò che rende il colore bianco accettabile nella quotidianità.

Questo lato plastico può sembrare meno nobile di altre costruzioni più tessili o più ricercate. Ma in un uso gravel ha senso: è semplice da pulire, non è fragile e la scarpa non si deteriora rapidamente a livello visivo.

In sella: rigide, confortevoli, davvero orientate alla performance

Ho pedalato con le Extreme X in allenamento, ma anche in condizioni di gara. Una volta regolate bene le tacchette, non ho avuto dolori, né formicolii, né fastidi particolari legati al sostegno.

La rigidità c’è. Quando percepivo una forma di deformazione, veniva più dal mio piede che mancava di supporto sotto l’arco che dalla scarpa in sé. La suola non dà l’impressione di torcersi o di filtrare mollemente lo sforzo.

È una scarpa da gara. Trasmette bene, tiene bene, e non dà quella sensazione di compromesso troppo morbido che a volte si ritrova su modelli più polivalenti.

Il comfort viene soprattutto dal volume, non dal supporto plantare

È qui che le Extreme X sono un po’ particolari. Sono confortevoli, sì. Ma questo comfort deriva soprattutto dallo spazio disponibile, dall’assenza di compressione laterale e dal serraggio abbastanza morbido sul dorso del piede.

Non è un comfort basato su un supporto plantare molto marcato. Se il vostro piede ama essere appoggiato su una piattaforma piatta, probabilmente ci troverete la vostra dimensione. Se invece avete bisogno di un arco più marcato, dovrete prevedere una soletta specifica.

Ai miei occhi, questo è il vero compromesso di questa scarpa. Northwave propone una calzata più accogliente rispetto ad alcuni riferimenti molto stretti, ma non compensa questo volume con un supporto interno strutturato.

Per il mio piede, questo crea una sensazione di libertà piacevole, ma anche una mancanza di sostegno sotto l’arco. Le due cose possono coesistere. È proprio ciò che rende la scelta di una scarpa così personale.

Prezzo e concorrenza: Northwave si posiziona in modo intelligente

Il prezzo al pubblico annunciato attorno a 299 € colloca le Extreme X nell’alto di gamma, senza raggiungere alcune vette del mercato. Sono circa 100 € meno costose delle S-Works Recon e si posizionano di fronte a modelli come le Shimano S-Phyre XC903.

Restano anche meno costose delle Shimano S-Phyre RX910, altro riferimento molto orientato al gravel da gara.

A questo prezzo, la rigidità, il comfort globale, le parti sostituibili della suola e la facilità di pulizia giocano a loro favore. Il sistema di serraggio non BOA e l’assenza di tacchetti anteriori forniti pesano nell’altro senso.

Non è quindi una scarpa “economica”, ma il suo posizionamento è piuttosto ben calibrato rispetto alle concorrenti di alta gamma.

Il mio parere dopo diversi mesi

Le Northwave Extreme X mi hanno lasciato un’impressione complessivamente molto positiva. Mi piacciono la loro rigidità, il comfort in larghezza, lo stile e il fatto che restino facili nella quotidianità nonostante il colore bianco.

Sono più cauta su tre punti: la forma interna molto piatta, la regolazione della tacchetta meno arretrata rispetto alle mie S-Works Recon e il serraggio non BOA che richiede due mani per l’apertura completa.

Sono scarpe che continuerei volentieri a indossare, ma con una soletta interna più adatta al mio piede. Con questo piccolo aggiustamento, possono diventare un’ottima opzione per andare forte in gravel o in XC, senza raggiungere i prezzi più alti sul mercato.

Northwave Extreme X
⭐️ 4.4/5
“Una calzata spaziosa che libera i piedi, ma con un po’ di sostegno in meno”