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Test gabbia CyclingCeramic SRAM OSPW XPLR 13: molto curata, ma non plug and play per tutti

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Il mercato delle gabbie oversize ama promettere watt gratis, una trasmissione più scorrevole e una bici che guadagna subito in presenza. Sulla carta, la CyclingCeramic SRAM OSPW XPLR 13 spunta parecchie caselle: pulegge 14/20, cuscinetti ceramici ibridi, lavorazione CNC, compatibilità con SRAM XPLR a 13 velocità e perfino con la cassetta Garbaruk 10-52.

La mia prova però ha mostrato soprattutto un altro aspetto: è un prodotto molto ben fatto, serio, rigido, efficace una volta regolato a dovere, ma non è un accessorio da montare tra un caffè e l’altro se la vostra trasmissione esce anche solo un po’ dallo schema SRAM classico.

Il nostro parere, in breve 👇
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Da migliorare

Un unboxing che mette subito nell'atmosfera

Primo contatto: il packaging è davvero curato. Non solo bello in foto, ma ordinato, organizzato, con quella sensazione di prodotto tecnico che non hai voglia di montare in fretta e furia.

In confezione, la gabbia arriva preassemblata e preingrassata. CyclingCeramic fornisce anche l’olio di manutenzione, dichiarato per un utilizzo ogni 4.000 km circa, lo strumento necessario per lo smontaggio della gabbia SRAM, un QR code con le istruzioni e qualche adesivo.

Il pezzo in sé è appagante. Finitura pulita, lavorazione accurata, nessun dettaglio che faccia pensare a un prodotto raffazzonato. Sulla bilancia, il mio montaggio risulta a circa 50 g in più rispetto alla gabbia SRAM Force originale. Non è tantissimo, ma è bene notarlo: qui non si cerca il puro risparmio di peso.

Montaggio: semplice in partenza, più delicato nella pratica

Il montaggio di base non è complicato se si segue la procedura. La gabbia è prevista per i gruppi SRAM Rival, Force e Red XPLR a 13 velocità. Bisogna togliere la ruota, rimuovere la catena, mettere il deragliatore in posizione di servizio, smontare la gabbia originale, quindi installare la CyclingCeramic ripristinando la tensione della molla.

CyclingCeramic raccomanda una coppia di serraggio attorno a 3,5 – 5 Nm per la gabbia. Poi, dato che la lunghezza della gabbia cambia, va rifatta una configurazione UDH standard, con i valori di coppia SRAM abituali, lato deragliatore e lato ruota. A questo stadio, nulla di esotico se si è già lavorato su una trasmissione SRAM AXS.

Buona notizia: non ho dovuto allungare la catena. Si mantiene la lunghezza originale, salvo ovviamente che la vostra catena sia già consumata o dimensionata male. È un punto importante, perché una gabbia oversize può far pensare che vada rivisto tutto il resto. Qui no.

Con una Garbaruk 10-52, la regolazione diventa più delicata

Il mio montaggio non era dei più semplici: SRAM Force XPLR a 13 velocità, gabbia CyclingCeramic, cassetta Garbaruk 10-52. Il marchio dichiara questa compatibilità, e c’è. Ma nei fatti si esce da una configurazione SRAM molto standard, quindi il margine di regolazione diventa più ridotto.

La raccomandazione importante: mantenere il numero di maglie come se si montasse una cassetta tipo 10-50 / 10-52, seguendo la logica SRAM. Il punto delicato riguarda soprattutto la tensione e il passaggio sul pignone da 10 denti. Se si regola in modo troppo “alla lettera” secondo il metodo di base, il 10 può passare male.

Ho dovuto riprovarci più volte. Microregolazioni via app SRAM AXS, leggero allentamento nelle regolazioni, prove, riprese. Niente di impossibile, ma chiaramente non è alla portata di tutti se non si ha dimestichezza con le regolazioni fini della trasmissione.

Una prima puleggia problematica, poi un aggiornamento più convincente

Va anche precisato un limite della mia prova: inizialmente ho pedalato con una prima versione della puleggia che non era quella corretta. E lì non è stato molto divertente. La catena si è bloccata più volte nella puleggia, in particolare durante una gara gravel in Belgio. Non è il genere di dettaglio che si dimentica in fretta quando capita in condizioni reali.

CyclingCeramic è stata reattiva e ha poi fornito una nuova puleggia. Con questo aggiornamento ho fatto diverse uscite e il comportamento è stato decisamente più rassicurante. La trasmissione funziona meglio, la regolazione individuata sembra tenere e non ho più riscontrato gli stessi blocchi.

In sella: più rigidità e una trasmissione che regge meglio le coppie elevate

Una volta regolata correttamente, la gabbia restituisce una vera impressione di serietà. La trasmissione sembra ben tenuta, senza vibrazioni parassite, con una rigidità percepibile quando si mette coppia.

Ho volutamente testato il 52 denti su salite lunghe. Va su senza problemi. Niente ondeggiamenti strani, nessun rumore preoccupante, nessuna sensazione di trasmissione al limite. Il pignone grande viene preso senza esitazioni e l’insieme dà fiducia quando si spinge forte.

Ho misurato un guadagno di rendimento? No. E non mi inventerò watt. Le pulegge oversize e i cuscinetti ceramici hanno una logica meccanica: ridurre l’angolo di articolazione della catena e limitare gli attriti. Ma senza un protocollo di misura preferisco parlare di sensazioni: gira pulito, sembra solido e la trasmissione appare più composta.

Il vero interesse non è solo il rendimento

Su questo tipo di prodotto si pensa subito ai guadagni marginali. È una parte del tema, sì, ma non necessariamente quella che mi è rimasta di più.

La CyclingCeramic cambia anche l’impatto visivo e meccanico della bici. La gabbia dà un’altra presenza alla trasmissione. Riempie meglio il retro della bici, ha un look più race e, su un montaggio gravel di alto livello, questo conta per molti acquirenti.

C’è anche l’interesse della grande puleggia piena in condizioni sporche: meno aperture, quindi potenzialmente meno fango, rametti o piccoli detriti che si incastrano. Ma, anche qui, devo mettere una riserva: ho pedalato solo su terreno asciutto. Niente vera uscita molto fangosa, niente pioggia prolungata, nessun test invernale nel fango. Questa parte resta dunque da confermare.

Non indispensabile, ma interessante per un montaggio esigente

Probabilmente è il punto più importante di questo test. La CyclingCeramic SRAM OSPW XPLR 13 non è un acquisto indispensabile per far funzionare una trasmissione SRAM XPLR. La gabbia originale fa già molto bene il suo lavoro per la maggior parte dei ciclisti.

Qui parliamo più che altro di un upgrade per appassionati: qualcuno che vuole ottimizzare il proprio montaggio, guadagnare in rigidità percepita, migliorare la scorrevolezza, curare l’estetica e, in alcuni casi, sfruttare una cassetta Garbaruk 10-52 con un deragliatore SRAM XPLR a 13 velocità.

Su una cassetta più classica, tipo 10-46, penso che il montaggio sarà più semplice e naturale. Con la Garbaruk 10-52 funziona, ma bisogna accettare una fase di regolazione più fine. Se la vostra bici passa spesso tra le vostre mani, nessun problema. Se invece volete il “monta e dimentica”, forse sarà meglio rivolgersi a un meccanico scrupoloso.

A chi la consiglierei davvero?

La consiglierei a un ciclista già equipaggiato con SRAM XPLR 13, che ama i montaggi puliti, che capisce almeno le basi delle regolazioni UDH / AXS e che cerca un prodotto più rifinito della gabbia originale, senza aspettarsi una rivoluzione misurabile a ogni pedalata.

Sarei più cauto per chi vuole solo rendere la bici più affidabile senza mettere mano alle regolazioni. In quel caso la gabbia originale SRAM mantiene un vantaggio: è pensata per funzionare semplicemente nel suo ecosistema, con meno variabili.

La mia impressione finale è piuttosto chiara: il prodotto è bello, ben rifinito, rigido e convincente una volta regolato a dovere. Ma il suo interesse dipende moltissimo dal montaggio attorno. Con una cassetta Garbaruk 10-52 bisogna essere precisi. Con la nuova puleggia si va nella direzione giusta. Mi mancano ancora chilometri, soprattutto sotto la pioggia e nel fango, per dire che sia totalmente validata in tutte le condizioni gravel.

Non un accessorio obbligatorio. Piuttosto un bell’upgrade tecnico, da riservare ai montaggi in cui ogni dettaglio conta davvero.