Le Elitewheels Drive G42 arrivano con un obiettivo preciso: proporre una coppia di ruote gravel in carbonio moderna, larga, alta, leggera e più sportiva della media. Una coppia che non punta solo ad accogliere pneumatici generosi, ma anche a dare ritmo alla bici.
Le ho montate su una Specialized Diverge, in sostituzione delle Roval Terra CL III di serie. Questo contesto è importante, perché la Diverge è già una bici piuttosto confortevole e tollerante. Le G42 non la trasformano in una macchina da corsa radicale, ma ne cambiano nettamente il carattere.
Punti di forza:
- Ottima reattività al rilancio
- Larghezza interna di 28 mm adatta agli pneumatici gravel moderni
- Precisione in curva
- Peso contenuto per una coppia da 42 mm
Da migliorare
- Filtraggio
Una coppia di ruote gravel in carbonio pensata attorno allo pneumatico largo
La Drive G42 si basa su un cerchio in carbonio di 42 mm di altezza, con una larghezza interna di 28 mm e una larghezza esterna di 36 mm. Per una ruota gravel è larga e moderna. Molto larga, se la si confronta con molte ruote ancora costruite attorno a 23 – 25 mm interni.
Elitewheels dichiara la compatibilità con pneumatici da 40 mm a 60 mm di larghezza, con una raccomandazione in 700 x 40C. Il cerchio resta con gancio, compatibile con camera d’aria e tubeless, con nastro e valvole tubeless già installati alla consegna.


Questa larghezza di 28 mm cambia davvero l’impronta del pneumatico. Con pneumatici dichiarati da 45 mm, ho misurato 47 mm una volta montati sulle G42. Non è un dettaglio: il pneumatico acquista volume, tiene bene lateralmente e la bici guadagna un appoggio più stabile.
È anche una larghezza che richiede un po’ di attenzione. Prima di montare questo tipo di ruota, bisogna verificare il passaggio ruota effettivo del telaio e della forcella, soprattutto se già si usano pneumatici generosi. Su una Diverge passa, ma non tutte le bici lasceranno lo stesso margine.
42 mm di altezza: più velocità, senza sfociare nell’eccesso
L’altezza di 42 mm si percepisce. Non come un cerchio strada molto alto che impone la sua inerzia e la presa al vento, ma come una ruota che dà un po’ più di stabilità alle velocità sostenute. Sui tratti scorrevoli, le G42 conservano bene la velocità e danno alla bici un’andatura più sportiva.


Rispetto alle Roval Terra CL III montate di serie sulla Diverge, la differenza è netta. Le Roval sembrano un po’ più facili quando il terreno si degrada, ma meno scorrevoli. Le G42 apportano più nervo e reattività alla bici.
Non è una questione di meglio o peggio. È davvero una questione di carattere. Con le G42, la bici si avvicina a un gravel performance: più vivace, più precisa, più veloce nei tratti scorrevoli. Le Roval restano più permissive, soprattutto quando la traccia diventa davvero sconnessa.
Una finitura sobria e ben riuscita
Visivamente, le G42 giocano la carta del carbonio semi-opaco, con tre loghi argentati piuttosto discreti e una grafica più grande attorno alla valvola. Il risultato è pulito. Non vistoso, ma neppure totalmente invisibile.


Mi piace questo tipo di finitura perché lascia respirare la bici. Si riconosce la ruota, ma non schiaccia l’insieme. Su un gravel già carico visivamente da pneumatici, dischi, eventuali borse o dettagli del telaio, questa sobrietà funziona bene.


Sulla Diverge, un comportamento più teso e più veloce
Il primo effetto davvero percepibile è il rilancio. Quando si torna a spingere dopo una fase di ruota libera, la ruota reagisce in fretta. La bici riparte senza mollezza, con una sensazione di trasmissione piuttosto immediata.
Non è necessariamente qualcosa che si identifica su un lungo rettilineo, una volta lanciati. Lì sono piuttosto l’altezza del cerchio e il peso contenuto a contribuire alla sensazione di velocità. Il mozzo, invece, si fa sentire soprattutto nei rilanci brevi: curve strette, strappetti, cambi di ritmo, passaggi tecnici in cui si smette e poi si riprende a pedalare.


Precise in curva, ma non totalmente filtranti
In curva, le G42 sono precise. La larghezza interna di 28 mm aiuta a sostenere meglio lo pneumatico, soprattutto con una sezione reale che sale attorno a 47 mm. Il pneumatico si deforma meno lateralmente, la bici si inserisce con più nettezza.
Questo sostegno dà fiducia quando il terreno resta pulito o leggermente cedevole. La ruota non galleggia. Offre una traiettoria piuttosto leggibile, con quella sensazione di rigidità che rende la bici più franca.
Ma quando il fondo diventa sconnesso, le Roval Terra CL III mantengono il vantaggio in comfort. Filtrano di più, perdonano maggiormente e rendono le discese tecniche un po’ meno impegnative. Le G42 non diventano scomode al punto da affaticare subito, ma trasmettono più informazioni. Bisogna apprezzare questo contatto un po’ più diretto con il terreno.


Il mozzo 60T: il dettaglio che si sente davvero
Elitewheels mette in evidenza un corpetto ruota libera monoblocco in titanio, con meccanismo a 60 denti (60T). Il titanio ha soprattutto un vantaggio di durabilità: resiste meglio ai segni della cassetta e limita i fenomeni di usura nel lungo periodo.
La costruzione monoblocco riduce anche il numero di interfacce meccaniche. Meno pezzi, meno rischi di giochi o allentamenti.


Ciò che si percepisce è l’ingaggio a 6°. A ogni ripresa di pedalata, la ruota libera aggancia rapidamente. Per una pratica gravel dinamica, con rilanci frequenti, è un vero plus. Non spettacolare, non magico, ma molto concreto.
Rumore del corpetto ruota libera: presente ma non eccessivo
Il rumore del corpetto ruota libera è piuttosto ben calibrato. A bassa velocità è presente ma relativamente discreto, il che è apprezzabile nei tratti tecnici in cui si alternano spesso pedalata e ruota libera. Accelerando, diventa più sonoro, senza mai sfociare in qualcosa di davvero eccessivo. È un buon equilibrio: sufficientemente udibile per farsi notare se necessario dai pedoni, ma senza diventare stancante.
Personalmente, apprezzo questo lato progressivo. Si può anche retropedalare leggermente per farlo sentire di più se necessario. In definitiva, è proprio il giusto.
1380 g: leggera, soprattutto con questa larghezza
Elitewheels dichiara 1380 ± 30 g la coppia, senza valvole tubeless né nastro. Per ruote gravel da 42 mm, con larghezza interna di 28 mm, freni a disco Center Lock, compatibilità tubeless e mozzo a ingaggio rapido, si collocano chiaramente dalla parte giusta della media.
Non sono ruote ultraleggere. L’interesse sta piuttosto nell’equilibrio tra peso, larghezza, rigidità e dinamismo. Una ruota gravel molto leggera ma troppo stretta non avrebbe lo stesso utilizzo. Qui, le G42 cercano di combinare velocità e pneumatici generosi.


Il confronto con le Elitewheels Drive G36 è interessante: le G36 giocano maggiormente la carta della versatilità, con un cerchio meno alto e 25 mm di larghezza interna. Le G42 assumono un posizionamento più moderno e più orientato alle prestazioni.
Raggi in acciaio, tensione controllata: una rigidità meno caricaturale
La ruota anteriore utilizza una raggiatura 3X/radiale in 2:1, con 21 raggi. Al posteriore troviamo 24 raggi, in 1X/3X con rapporto 1:2. I raggi sono Alpina Ultralite Aero e i nippli sono Sapim Secure Lock.


Elitewheels dichiara una differenza di tensione controllata di ≤ 7 kgf tra i due lati del mozzo. È un punto tecnico, ma dice qualcosa della concezione: il marchio cerca una ruota stabile, affidabile, con una tensione meglio ripartita.
Nell’uso, non ho avuto quella sensazione di ruota completamente bloccata che possono talvolta dare alcune ruote in carbonio molto performanti. Le G42 restano rigide e precise, ma i raggi in acciaio apportano un po’ di rotondità rispetto a montaggi più estremi con raggi in carbonio.
Compatibilità: gravel moderno, senza esotismi inutili
Le G42 sono previste per perni passanti 12 x 100 mm all’anteriore e 12 x 142 mm al posteriore, con freni a disco Center Lock. Lato trasmissione, Elitewheels propone corpetti Shimano HG, SRAM XDR e Shimano MS.


Il limite di peso ciclista dichiarato è di 120 kg e la coppia è omologata UCI. Quest’ultimo punto non cambierà nulla per molti praticanti, ma dà un’indicazione sul livello di validazione strutturale richiesto al prodotto.
Il prezzo indicato sul sito Elitewheels è di circa 1.100 €. Nell’universo delle ruote gravel in carbonio performanti, questo rapporto dotazione/prezzo resta aggressivo: cerchio largo, peso contenuto, mozzo rapido, corpetto in titanio, finitura pulita. Per inquadrare questo tipo di scelta in una logica d’acquisto più ampia, la nostra guida sulle ruote in carbonio nel gravel resta una buona base.


Una vera opzione votata alle prestazioni, con un limite consapevole
Le Elitewheels Drive G42 non cercano di essere le ruote gravel più morbide del mercato. Il loro interesse è altrove: reattività, buon mantenimento della velocità, larghezza moderna e comportamento preciso.
Mi è piaciuto il modo in cui danno un carattere più sportivo alla Diverge, senza cadere in una rigidità caricaturale. La ruota resta sfruttabile, grazie in particolare ai raggi in acciaio e al volume del pneumatico consentito dalla larghezza interna.
Il compromesso è chiaro: più dinamismo, meno filtraggio rispetto alle Roval di serie. Per un gravel veloce, una bici orientata alle prestazioni o un montaggio che si vuole rendere più nervoso, le G42 hanno molto senso. Per pedalare a lungo su terreno sconnesso cercando il massimo della tolleranza, terrei una ruota più permissiva.
