Per le uscite lunghe in bici, la scelta dello zaino dipende molto da ciò che si vuole portare con sé.
Tra i modelli minimalisti pensati per poche ore in sella e gli zaini capaci di accompagnare una vera avventura, le esigenze ovviamente non sono le stesse.
Con il Chase Adventure 8 Vest, CamelBak punta su capacità e versatilità: 8 litri di spazio e una sacca idrica Crux da 2 litri.
Punti di forza:
- Eccellente stabilità sui sentieri
- Volume realmente sfruttabile
- Sacca idrica semplice da riempire e pulire
- Finiture molto curate e costruzione robusta
Da migliorare
- Tasca per il telefono poco confortevole contro il petto
- Si scalda sensibilmente con temperature elevate
Il modello è pensato per le lunghe giornate in bici, con una costruzione robusta e un volume generoso. Lontano da uno zaino ultraleggero, il Chase Adventure 8 Vest richiama piuttosto un’attrezzatura da trekking. Un’impressione che però cambia rapidamente una volta in sella.


Una prima impressione molto curata
Appena aperto il pacco, il Chase Adventure 8 Vest dà l’impressione di essere un prodotto davvero ben rifinito. Il colore blu pastello, quasi turchese sul modello che ho ricevuto, è originale e gli conferisce una vera personalità. CamelBak propone lo stesso modello in diverse colorazioni.
La finitura è eccellente. Le cuciture sono pulite, così come le cerniere, e l’insieme non presenta alcun dettaglio trascurato.
Persino le varie cinghie sono fissate in modo che nessuna penzoli nel vuoto. È un dettaglio, ma contribuisce a questa impressione di prodotto ben studiato.


CamelBak cura anche la presentazione. I vari scomparti sono identificati direttamente tramite gli elementi forniti con lo zaino, il che permette di capire rapidamente a cosa servono. Non c’è bisogno di tirare subito fuori il telefono per consultare la scheda prodotto: si scopre in modo abbastanza naturale l’organizzazione dello zaino.
Questo primo contatto conferma soprattutto una cosa: il Chase Adventure 8 Vest è uno zaino robusto. Non è chiaramente un attrezzo pensato per la gara o per risparmiare qualche decina di grammi. Il suo DNA è altrove.
Una regolazione che richiede un po' di tempo
Il primo contatto con lo zaino impone un piccolo passaggio prima di uscire a pedalare. Occorre innanzitutto regolare le cinghie poste sul retro per posizionare correttamente lo zaino sulla schiena, poi occuparsi delle due cinghie pettorali per ottenere una stabilità adeguata.
Nel mio caso, questa prima messa a punto mi ha richiesto una buona dozzina di minuti. Niente di complicato, le diverse cinghie si maneggiano facilmente, ma non è il tipo di zaino che si tira fuori dalla confezione per partire subito.


Ho dovuto trovare la giusta combinazione perché fosse correttamente equilibrato all’altezza delle scapole. Una volta superata questa fase, non ho quasi più dovuto toccarlo. Ho solo dovuto ritensionare leggermente le cinghie durante un’uscita, dato che lo zaino tendeva ad andare un po’ verso sinistra.
I passanti fermanastri che raccolgono le eccedenze delle cinghie fanno anch’essi molto bene il loro lavoro: nulla penzola nel vuoto e l’insieme resta ordinato.
Una volta sistemato tutto, il contrasto è piuttosto sorprendente: l’importante volume dello zaino diventa molto meno percettibile sulla schiena.
Una stabilità particolarmente efficace sui sentieri
Su questo punto, il Chase Adventure 8 Vest mi ha davvero convinto. Una volta posizionato correttamente, lo zaino non si muove più, anche su sentieri decisamente sconnessi.
Non ho avuto rimbalzi né movimenti parassiti, pur avendolo utilizzato su terreni in cui una scarsa stabilità si sarebbe fatta notare rapidamente.


Le due cinghie pettorali contribuiscono molto a questo comportamento. La prima è abbastanza rigida e permette di far aderire correttamente lo zaino al corpo.
La seconda è più elastica, il che consente di mantenere una maggiore libertà di movimento stabilizzando al contempo la parte bassa del torace.
Ho apprezzato anche la possibilità di regolarle in larghezza: scorrono su una guida in modo da poter essere posizionate con precisione in base alla propria morfologia. In questa famiglia di soluzioni di idratazione da indossare, la stabilità resta spesso il vero banco di prova, come avevamo già visto con il gilet di idratazione Velocio.


L’unico aspetto a cui ho dovuto abituarmi è il rumore dell’acqua nella sacca idrica quando il terreno diventa più sconnesso. Ma lo zaino, invece, resta perfettamente al suo posto.
Comfort, anche con lo zaino ben pieno
È probabilmente uno degli aspetti che mi ha più sorpreso. Non pedalo quasi mai con uno zaino e quindi mi aspettavo di percepirne maggiormente la presenza. Al contrario, una volta indossato, diventa presto discreto.
Il carico è ben distribuito e non ho riscontrato né sfregamenti né fastidi particolari a livello della schiena o del petto. Anche con gli attrezzi e il materiale che avevo portato, l’insieme restava piacevole da indossare.


Durante un’uscita lunga ho comunque avvertito una leggera compressione alla spalla sinistra a fine giornata. Difficile farne un vero difetto dello zaino: semplicemente non sono abituato a pedalare con qualcosa sulla schiena e probabilmente ho anche adattato di conseguenza la mia posizione.


Le tasche sul petto sono inoltre molto pratiche per tenere a portata di mano gli oggetti che si usano spesso. La loro apertura obliqua facilita davvero l’accesso a gel, gelatine di frutta, piccoli attrezzi o chiavi.
Ho continuato a usare le tasche della maglia per il telefono, anche perché non ho trovato sufficientemente confortevole la tasca prevista a tale scopo una volta che il telefono è posizionato contro il petto. Può accogliere il mio smartphone, ma diventa piuttosto stretto e non apprezzo la compressione creata in quel punto. Con un telefono molto grande sarei peraltro piuttosto scettico sulla capacità di questa tasca.
Uno zaino che tiene caldo in estate
È alla fine il principale compromesso che ho riscontrato durante le mie uscite estive.
Ho utilizzato il Chase Adventure 8 Vest con più di 30 °C e non ho riscontrato particolari problemi di smaltimento del sudore. Il tessuto mesh svolge correttamente il suo lavoro e non ho avuto l’impressione di sudare in modo anomalo a causa dello zaino.


Di contro, tiene caldo. Il suo volume, la costruzione e lo spessore di alcuni materiali danno semplicemente la sensazione di avere addosso uno strato in più.
L’ho avvertito soprattutto a livello della schiena, e in misura minore sul petto.
In autunno o in primavera questa caratteristica dovrebbe risultare molto meno fastidiosa.
8 litri per portare davvero materiale
Con i suoi 8 litri, il Chase Adventure 8 Vest punta sul volume. E questo volume non è artificiale: i diversi scomparti sono realmente sfruttabili e ben distribuiti.
Non ho utilizzato tutti gli 8 litri durante le mie uscite, che erano lunghe ma non corrispondevano ad avventure di più giorni. In compenso, ho usato volutamente lo zaino per il pendolarismo in bici per vedere cosa ci si può davvero mettere dentro. La risposta è semplice: molto.


I diversi spazi sono ben pensati e non ho individuato tasche di cui non capissi l’utilità. Gli attrezzi trovano facilmente posto, così come i vestiti o gli oggetti extra. Tolta la sacca idrica, il volume disponibile diventa persino particolarmente generoso.


È dunque uno zaino che può davvero permettere di spostare una parte del materiale che altrimenti si tenderebbe a distribuire sulla bici.
Detto ciò, non sono certo che sia per forza la mia soluzione preferita per un bikepacking di più giorni: personalmente, preferisco evitare di avere uno zaino sulla schiena quando parto per tanto tempo.
Ma per chi apprezza questa configurazione, il potenziale c’è tutto.
Una sacca idrica molto piacevole da usare
La sacca Crux da 2 litri è particolarmente adatta al mio utilizzo, dato che bevo molto in bici.
Due litri offrono già una riserva confortevole e il suo riempimento è molto semplice grazie all’ampia apertura e alla maniglia, che permette di tenere la sacca senza rovesciare acqua ovunque.


Questa ampia apertura facilita anche la manutenzione, in particolare con un semplice scovolino. Il tubo è separabile dalla sacca per ottimizzare la pulizia.
L’uso in marcia mi ha anche piacevolmente sorpreso.
Il tubo è trattenuto da due clip e si sgancia facilmente per bere. Il flusso è molto buono e la valvola può essere orientata per trovare una posizione confortevole. Basta solo prendere la mano all’inizio: bisogna aspirare per far arrivare l’acqua, il che può sembrare meno intuitivo alle prime utilizzi.
Una volta acquisita questa abitudine, il sistema diventa molto naturale. Ho persino notato che bevevo più che con le borracce, semplicemente perché l’acqua è costantemente accessibile e si pensa più facilmente a bere.
Lasciavo peraltro la valvola sempre aperta e mi limitavo a riposizionare il tubo nelle sue due clip dopo aver bevuto. Il sistema evita così che l’acqua fuoriesca ovunque, rendendo l’utilizzo particolarmente pratico.
Due Podium Dirt Series Chill per completare il set
Ho utilizzato anche due CamelBak Podium Dirt Series Chill 620 ml insieme allo zaino. Anche qui, difficile trovare difetti.
Stanno perfettamente nei portaborraccia, anche sui tratti sconnessi, e la presa come il riposizionamento in marcia sono molto facili.


Ho apprezzato in modo particolare la loro valvola: l’acqua si arresta immediatamente non appena si smette di premere sulla borraccia. Non è infatti necessario richiudere le borracce tra un uso e l’altro: una volta rilasciata la pressione, l’acqua non fuoriesce grazie alla valvola integrata.


Il flusso è elevato ma resta perfettamente controllabile, il che permette di bere rapidamente senza dover forzare.
La doppia parete isolante rallenta inoltre l’aumento della temperatura dell’acqua, cosa apprezzabile quando le temperature salgono.
Il cappuccio di protezione limita inoltre gli schizzi sulla valvola, anche se ovviamente non può fare miracoli nel fango.


Infine, la pulizia è particolarmente semplice poiché l’intera valvola può essere smontata e la borraccia è completamente lavabile in lavastoviglie.
Le finiture e il colore che ho ricevuto sono inoltre impeccabili.
Cosa mi porto a casa dal CamelBak Chase Adventure 8 Vest
Per una grossa uscita gravel, un trekking di più giorni o un raid, la sua organizzazione acquista tutto il senso. La costruzione è davvero robusta e ispira fiducia, senza sacrificare il comfort una volta trovata la posizione giusta.
Bisogna semplicemente accettarne l’ingombro e il calore aggiuntivo che può apportare in piena estate. E soprattutto, bisogna amare l’idea di pedalare con uno zaino sulla schiena.
È alla fine ciò che mi ha più sorpreso con questo Chase Adventure 8 Vest. La prima volta che l’ho visto, ho pensato che fosse enorme. Con i suoi 8 litri e la sacca da 2 litri, sembra effettivamente più un piccolo zaino da trekking che un’attrezzatura ciclistica minimalista.
Eppure, una volta indossato, lo si dimentica in fretta. È piuttosto notevole considerato il suo volume: non si ha l’impressione di pedalare con un enorme zaino carico d’acqua sulla schiena.
Il Chase Adventure 8 Vest assume quindi perfettamente il suo posizionamento. Non è uno zaino concepito per risparmiare grammi, ma un’attrezzatura destinata a chi vuole partire con molto materiale, disporre di una vera riserva d’acqua e mantenere un buon livello di comfort nel tempo.
La sua finitura, la sua organizzazione e la sua robustezza ne fanno soprattutto un compagno credibile per le uscite in cui si privilegiano autonomia e capacità di carico.
