Avona tenta una mossa piuttosto rara: lanciare un gravel di serie da 32 pollici, non come un concept da salone, ma come una bici completa, configurata, prezzata e pensata per andare veloce.
Il modello si chiama Callis 32. Riprende l’idea di base del gravel moderno orientato alle prestazioni, ma sposta l’attenzione su un aspetto ancora poco esplorato in serie: il diametro delle ruote. Il giovane marchio avanza un argomento semplice, quasi brutale: su terreno irregolare, una ruota più grande può ridurre le perdite dovute alle vibrazioni e alla deformazione del suolo.
🚀 In breve:
Gravel in carbonio di serie da 32 pollici, orientato a prestazioni e rendimento
Avona dichiara fino a 11,7 W di vantaggio misurato a 35 km/h su gravel sconnesso
Allestimenti SRAM XPLR AXS 13 velocità, pneumatici Schwalbe G-One RS 50-686 tubeless
Non è una promessa lanciata a caso. Avona afferma di aver misurato, tramite il metodo di Virtual Elevation, un vantaggio di 11,7 W a 35 km/h su una pista gravel sconnessa di categoria 1, per un sistema da 86 kg. Il marchio parla anche di un intervallo di 8 a 16 W a seconda dei terreni e degli pneumatici.
La vera domanda, con questo tipo di bici, non è se il numero attiri l’occhio. Lo attira. La domanda è piuttosto: l’architettura è all’altezza?
Avona ha costruito il Callis 32 attorno a pneumatici Schwalbe G-One RS in 50-686, montati tubeless, con un passaggio ruota per pneumatici dichiarato fino a 55 mm. Il telaio prevede 6 mm di margine con gomme da 55 mm, da verificare come sempre in base al cerchio, al modello esatto di pneumatico e alle condizioni fangose.
La scelta dei 32 pollici punta soprattutto a superfici veloci ma imperfette: gravel scorrevole, strade poderali, sentieri compatti, tratti vibranti dove si perde molta energia facendo risalire gli impatti nella bici e nel corpo. Non è presentata come una bici d’avventura carica, ma come una macchina votata alla velocità.
Il discorso tecnico del marchio si basa su tre fonti di resistenza al rotolamento: le perdite interne del pneumatico, le perdite legate alle irregolarità del suolo e la deformazione del terreno. Sono soprattutto le ultime due a dare senso ai 32 pollici.
Una ruota più grande affronta gli ostacoli con un angolo più favorevole. Abbinata a un pneumatico voluminoso e a una pressione più bassa, può limitare le accelerazioni verticali, quindi le vibrazioni e una parte delle perdite che i test al rullo non misurano davvero.
Avona non si limita a citare test di laboratorio. Il marchio spiega di aver confrontato le proprie configurazioni con un metodo di Virtual Elevation, su percorsi di andata e ritorno. Questo tipo di misura resta sensibile al protocollo, al vento, alla posizione e alla ripetibilità. Ma ha un pregio: cerca di misurare la bici all’aperto, non solo il pneumatico su un tamburo.
Il confronto con Unbound 200 fornito da Avona va letto come un’immagine, non come una previsione. Il marchio indica che lo scarto misurato equivarrebbe a circa 463 m di dislivello positivo in termini energetici su quella distanza. Il numero colpisce, ma dipende ovviamente dalla superficie reale, dal ritmo e dal materiale.
Il Callis 32 dichiara un telaio da 898 g in taglia M verniciato, con una forcella da 409 g verniciata. La bici completa è dichiarata a partire da 7,78 kg, il che colloca il progetto in una logica molto orientata alla performance, non nel registro del prototipo pesante compensato da un argomento esotico.
Gli standard scelti sono molto marcati: mozzi Boost in 12×148 mm al posteriore e 12×110 mm all’anteriore, forcellino UDH, movimento centrale BSA 68 mm, freni flat mount da 160 mm con possibilità di passare a 180 mm tramite adattatore.
Avona limita anche il telaio alla monocorona, con una compatibilità fino a 50 denti e una linea catena da 50 mm. È coerente con l’uso gravel veloce, ma chiude la porta ad alcuni allestimenti più tradizionali.
La gamma si articola attorno a tre bici complete e a un kit telaio. Il biglietto d’ingresso per la bici completa è dichiarato a 5.799 € con SRAM Rival XPLR AXS 13 velocità. La versione Force XPLR AXS sale a 6.599 €, mentre l’allestimento Red XPLR AXS raggiunge 8.999 €. Il kit telaio è indicato a 3.599 €.
A questi prezzi, Avona non rientra nella bici accessibile in senso ampio. Ma il posizionamento resta piuttosto coerente rispetto al progetto: telaio in carbonio specifico, ruote Faserwerk Kornkreis da 42 mm, pneumatici da 32 pollici tubeless, catene trattate CeramicSpeed UFO, trasmissione elettronica wireless e componenti scelti con una logica di rendimento.
Un dettaglio conta: il Callis 32 è compatibile solo con trasmissioni wireless. Niente deragliatore meccanico. Non è una dimenticanza, è una scelta progettuale.
Il Callis 32 esiste in M, L e XL. Avona dichiara una compatibilità a partire da 165 cm a seconda delle preferenze di posizione, con una raccomandazione chiara: affidarsi a un bike fitting, soprattutto se si punta a una posizione avanzata.
La geometria mescola stabilità e ricerca del rendimento: angolo di sterzo a 70°, foderi bassi di 440 mm, interasse da 1050 a 1078 mm a seconda della taglia, stack da 578 a 618 mm e reach da 391 a 405 mm. Il movimento centrale è molto ribassato, con 112 mm di drop, il che dovrebbe aiutare a mantenere un baricentro basso nonostante il grande diametro delle ruote.
Il reggisella Faserwerk Wuthocker Aero esiste con tre offset: 0, 15 o 30 mm. Avona usa questa variazione per proporre tre posizioni effettive, da una seduta più classica a una posizione più avanzata. È una scelta intelligente, ma presuppone di azzeccare la selezione fin dall’inizio. Su una bici così specifica, l’ergonomia non è un dettaglio da sbrigare al momento dell’ordine.
Il formato da 32 pollici porta una vera curiosità tecnica, ma impone un ecosistema più ristretto. La scelta degli pneumatici sarà inevitabilmente più limitata rispetto al 700C. Le ruote e gli standard Boost rendono anche la bici meno semplice da personalizzare con pezzi già presenti in officina.
Altro punto concreto: il Callis 32 non è compatibile con parafanghi. Il limite non è drammatico per un gravel da gara, ma conferma il suo posizionamento. Non è la bici che si compra per fare tutto tutto l’anno, pendolarismo sotto la pioggia incluso.
Il peso massimo del sistema è fissato a 130 kg, bici, ciclista, equipaggiamento e bagagli inclusi. L’integrazione di un vano portaoggetti interno nel telaio è benvenuta, tanto più che lo spazio disponibile attorno a un grande triangolo e a ruote grandi può diventare presto un tema a seconda delle taglie e delle borse.
Il Callis 32 è interessante perché non cerca di vendere i 32 pollici come una fantasia visiva. Avona costruisce un ragionamento completo: rendimento su terreno irregolare, pneumatici voluminosi, aerodinamica curata, trasmissione moderna, montaggio tubeless, ruote adeguate.
C’è però una riserva di fondo: questa bici chiede di accettare uno standard ancora giovane. Per un ciclista che ama cambiare spesso pneumatici, recuperare ruote esistenti, montare un gruppo meccanico o installare parafanghi, il Callis 32 rischia di sembrare poco flessibile.
Per un praticante orientato al gravel veloce, alle gare, ai lunghi sterrati scorrevoli e all’ottimizzazione del rendimento, il progetto ha qualcosa di molto serio. Non perché i 32 pollici siano automaticamente superiori ovunque. Piuttosto perché Avona ha avuto il coraggio di andare fino in fondo alla sua idea, con un prodotto di serie e una gamma già strutturata.
La cosa più interessante, ora, sarà vedere se il terreno conferma i numeri. Il Callis 32 non chiede solo di essere guardato: chiede di essere cronometrato.
Segui Gravelpassion.it e non perderti nessuna novità sul ciclismo!
Le ultime notizie degli ultimi 7 giorni, direttamente nella tua casella di posta.
Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.