Oggi un contenuto un po’ insolito. Parleremo meno di attrezzatura, prestazioni o novità, e più di una situazione che la maggior parte dei ciclisti purtroppo conoscerà almeno una volta: la caduta in bici.
Quando è successo a me, ho cercato risposte a domande in fondo molto semplici: quanto tempo impiega un’escoriazione a cicatrizzare? Bisogna lasciare una ferita all’aria? Quando smettere con le medicazioni? Quando si può riprendere la bici? Come proteggere la pelle nuova dal sole? Come appare una ferita che inizia a infettarsi?
E sono rimasto piuttosto sorpreso di non trovare molti contenuti che raccogliessero tutte queste informazioni nello stesso posto.
Questa guida ovviamente non sostituisce un medico. Si basa sulla mia esperienza personale, integrata qui da raccomandazioni mediche.
Ogni caduta è diversa e una ferita che sembra banale può a volte nascondere un danno più importante. Ma se avete appena assaggiato l’asfalto o i sassi, ecco tutto quello che avrei voluto sapere.
Il punto di partenza: una caduta a oltre 30 km/h
Il 19 agosto sono caduto facendo gravel a poco più di 30 km/h. Nessuna auto coinvolta, né un grosso errore di guida: semplicemente una radice nel posto sbagliato.
Qualche secondo di blackout fa sì che conservi pochi ricordi della caduta in sé. Una cosa è certa: visto lo stato del casco, ero particolarmente felice di averlo in testa.
Per il resto, il bilancio avrebbe potuto essere molto peggiore: nessuna frattura nonostante una mano quasi triplicata di volume e qualche giorno di dubbi, nessuna clavicola rotta nonostante l’impatto sulla spalla.
In compenso, numerosissime escoriazioni, soprattutto su un lato del corpo: mano, braccio, gomito, anca, coscia, ginocchio…
In altre parole: un grande classico delle cadute in bici.
🔔 Importante : una perdita di coscienza o un vuoto di memoria dopo un trauma cranico richiede una valutazione medica. Allo stesso modo, una ferita profonda, molto sporca, situata vicino a un’articolazione, associata a perdita di sensibilità o contenente corpi estranei giustifica una visita.
Le prime ore: pulire è probabilmente la fase meno piacevole... ma essenziale
In una caduta su strada o in gravel, il primo problema non è solo la quantità di pelle lasciata sull’asfalto. C’è anche potenzialmente sabbia, terra, piccoli sassolini e vari detriti incrostati nella ferita.
La pulizia iniziale è quindi particolarmente importante. Occorre soprattutto eliminare quanto più possibile i corpi estranei e lavare abbondantemente la zona. È anche il momento di verificare che la vaccinazione antitetanica sia aggiornata.
Nel mio caso, passaggio dal pronto soccorso e poi medicazioni infermieristiche a domicilio per circa quindici giorni.
E vale la pena dirlo: su escoriazioni estese, le prime docce e i primi cambi di medicazione possono essere davvero poco piacevoli.
No, non è per forza necessario lasciare asciugare la ferita all'aria
Probabilmente era uno dei miei principali dubbi. Intuitivamente si potrebbe pensare che un’escoriazione debba asciugarsi, formare una grossa crosta e poi cicatrizzare tranquillamente sotto.
Non è per forza questo l’obiettivo.
La cicatrizzazione può essere accompagnata mantenendo un ambiente protetto e sufficientemente umido.
A seconda della profondità, della quantità di essudato e dello stato della ferita, i professionisti della salute possono utilizzare diversi tipi di medicazioni.
Nel mio caso ho avuto principalmente tulle grasso, garze e molti cambi di medicazione.
Il vantaggio pratico era evidente: evitare il più possibile che la medicazione aderisse alla ferita e dover poi staccare tutto alla doccia successiva.
Quanto tempo ci vuole perché si riformi la pelle?
È probabilmente la domanda per la quale avrei voluto trovare una risposta precisa.
E purtroppo: non esiste un termine valido per tutte le ferite. Nel mio caso, dopo quattro o cinque giorni vedevo già chiaramente comparire una nuova pelle nelle zone più superficiali. Il dolore era anche diminuito moltissimo.
Dopo circa due settimane, gran parte delle escoriazioni superficiali era richiusa. Alcune aree più profonde, in particolare a livello del ginocchio, del gomito o della mano, hanno invece richiesto diverse settimane prima di non presentare più zone a vivo. Conta moltissimo la profondità, ma anche la localizzazione. Una ferita su un ginocchio o un gomito è continuamente sollecitata da movimenti e sfregamenti.
Questi quindi sono i miei tempi, non un calendario medico da applicare alla vostra caduta.
Una pelle chiusa non è ancora una pelle normale
Probabilmente è ciò che mi ha sorpreso di più.
Quando compare la nuova pelle, può essere rosa, lucida, estremamente sottile e sensibile. Visivamente si potrebbe avere l’impressione che tutto sia finito. In pratica, la cicatrizzazione continua.
Ho persino avuto zone che sembravano completamente richiuse prima di presentare di nuovo una minuscola erosione dopo un urto o uno sfregamento.
È quindi un periodo in cui bisogna continuare a essere prudenti: indumenti che sfregano, ginocchio sempre in movimento, appoggio sul manubrio, sudorazione, ecc.
Il problema che non mi aspettavo: l'infezione
Nel mio caso, la cicatrizzazione si è complicata una decina di giorni dopo la caduta.
Piccolissime pustole hanno iniziato ad apparire in prossimità di alcune ferite. Poi altre sono comparse altrove.
La diagnosi medica è stata alla fine quella di un’infezione cutanea a stafilococco aureo, che ha richiesto una terapia antibiotica. Impossibile determinare con precisione da dove provenisse il batterio.
È importante ricordare che lo stafilococco aureo può essere naturalmente presente sulla pelle o nel naso senza provocare malattia. Una ferita costituisce semplicemente una rottura della barriera protettiva della pelle.
Nel mio caso, queste piccole pustole finivano talvolta per aprirsi e creare nuove erosioni, il che ha complicato e prolungato notevolmente una cicatrizzazione che sembrava ben avviata.
Come riconoscere una ferita che inizia a infettarsi?
Una ferita non è infetta solo perché è rossa o poco estetica.
Occorre invece prestare attenzione a:
- un arrossamento che si estende
- un gonfiore in aumento
- un dolore che cresce invece di diminuire
- un’abbondante secrezione purulenta
- un marcato calore locale
- comparsa di febbre o brividi
- comparsa ripetuta di nuove pustole intorno o a distanza dalle ferite
Nel mio caso, il segnale era piuttosto caratteristico: la comparsa ripetuta di nuove piccole pustole mentre le ferite iniziali stavano proprio guarendo. Con il senno di poi, era il momento di smettere di limitarsi a osservare e chiedere un parere medico.
Quando si può riprendere la bici?
Ecco ovviamente la domanda del ciclista.
Anche qui occorre distinguere due cose: essere in grado di pedalare e se sia opportuno farlo. Dopo una caduta senza fratture né altre controindicazioni mediche, a volte si può risalire in sella abbastanza in fretta. Ma estese escoriazioni aggiungono diversi problemi:
- la sudorazione e l’umidità attorno alle ferite
- i movimenti ripetuti di un ginocchio o di un gomito
- gli sfregamenti degli indumenti
- la pressione su una mano ferita
- le vibrazioni dell’asfalto o dei percorsi gravel
- il rischio di riaprire una pelle appena riformata
- e ovviamente le conseguenze di una seconda caduta su una pelle che non è ancora ricostruita.
Nel mio caso ho ripreso gradualmente in funzione del dolore e dell’evoluzione delle ferite, per poi dover di nuovo rallentare quando è comparsa l’infezione.
Non darò quindi volutamente alcuna cifra del tipo “potete riprendere dopo X giorni”.
L’indicatore giusto è piuttosto l’evoluzione: assenza di complicazioni, ferite correttamente protette, movimenti possibili senza dolore importante e ripresa progressiva.
E dopo un trauma importante, un’infezione o un dubbio su un’articolazione, il via libera del professionista che vi segue rimane ovviamente prioritario.
Il sole: la trappola una volta tolte le medicazioni
Una volta chiusa la ferita, si ha presto voglia di considerare l’argomento chiuso.
Eppure, la nuova pelle e la cicatrice devono ancora essere protette dai raggi UV.
La pelle appena formata è più fragile e può pigmentarsi o bruciarsi più facilmente. Un’esposizione ripetuta al sole può quindi lasciare un segno più visibile e duraturo.
In bici ho trovato particolarmente pratici i manicotti o i gambali anti-UV: a differenza della crema solare, non svaniscono progressivamente con diverse ore di sudorazione.
Per le zone scoperte: crema solare ad alta protezione, da rinnovare se necessario in base alla durata dell’uscita e alla sudorazione.
E sì: la pelle può restare rosa a lungo anche quando la ferita è perfettamente chiusa. La cicatrice continua a evolvere ben oltre la scomparsa della medicazione.
Cosa farei diversamente alla mia prossima caduta
Spero ovviamente di non dover applicare presto questa lista.
- Non sottovaluterei il trauma generale. Dopo una brutta caduta, il numero di watt che siete in grado di produrre è francamente secondario.
- Prenderei la pulizia iniziale molto sul serio, soprattutto dopo una caduta in gravel.
- Farei controllare rapidamente le zone dubbie, in particolare mani, articolazioni e testa.
- Verificherei il richiamo antitetanico (e lo anticiperei).
- Proteggerei le escoriazioni invece di cercare a tutti i costi di farle asciugare.
- Osserverei l’evoluzione generale della ferita, piuttosto che andare nel panico davanti a ogni cambiamento di colore.
- E soprattutto, se dopo diversi giorni di miglioramento compaiono nuove pustole, un arrossamento che si estende, pus o un dolore che torna ad aumentare, chiederei rapidamente un parere medico.
Quello che avrei voluto capire fin dal primo giorno
Una caduta in bici può durare pochi secondi, mentre la cicatrizzazione può occupare le settimane successive.
La cosa più ingannevole è probabilmente che l’evoluzione non è lineare. Una ferita può essere molto dolorosa per tre giorni e poi migliorare spettacolarmente in pochi giorni.
Una zona può sembrare richiusa pur restando estremamente fragile.
E può comparire una complicazione proprio quando pensavate di aver superato il più difficile.
Nel mio caso, è stato necessario gestire successivamente il trauma della caduta, le escoriazioni, le medicazioni, la ricostruzione della pelle, un’infezione secondaria, poi la ripresa progressiva dello sport e la protezione della pelle nuova.
Nulla di tutto ciò è particolarmente eccezionale per un ciclista.
È proprio per questo che mi è sembrato interessante riunire tutto ciò che avrei voluto trovare quando ho digitato le mie prime domande su Google, ancora avvolto nelle medicazioni.
FAQ: caduta in bici ed escoriazioni
Bisogna lasciare un'escoriazione all'aria?
Non necessariamente. Una ferita può essere protetta con una medicazione adeguata, in modo da mantenere un ambiente favorevole alla cicatrizzazione ed evitare che si asciughi eccessivamente o che una medicazione aderisca alla zona a vivo.
Per quanto tempo bisogna tenere una medicazione?
Finché la zona rimane umida, essudante o a vivo, una protezione è generalmente utile.
Quando è totalmente ricoperta da una pelle rosa continua e non produce più liquido, spesso è possibile alleggerire progressivamente le medicazioni.
Perché la pelle nuova è rosa?
Perché è ancora molto immatura. La vascolarizzazione è importante e la pigmentazione non è ancora tornata al suo stato normale.
Questo colore può persistere per diverse settimane o mesi.
Se una ferita prude sta cicatrizzando?
Spesso sì.
Il prurito è frequente durante la ricostruzione della pelle, ma il prurito da solo non basta a dimostrare che la cicatrizzazione procede normalmente.
Si può andare in bici con una ferita?
Dipende dalla profondità, dalla localizzazione, dal dolore e dall’assenza di complicazioni. Sfregamenti, sudorazione e vibrazioni possono rendere la ripresa scomoda o indebolire una pelle ancora recente.
Come proteggere dal sole una pelle nuova?
Una volta che la zona è completamente chiusa, è consigliata una protezione solare elevata o un indumento anti-UV, indipendentemente dalla durata della vostra uscita in bici.
Quando bisogna consultare un medico dopo una caduta in bici?
In caso di trauma cranico, perdita di coscienza, dolore osseo importante, limitazione funzionale, ferita profonda o molto contaminata, perdita di sensibilità, corpo estraneo persistente o segni di infezione. Se avete il minimo dubbio, chiaritelo rapidamente per evitare complicazioni.